Screening Tumore del Collo dell’Utero

Lo screening della cervice uterina è un programma di prevenzione che ha l’obiettivo di ridurre la mortalità per tumore del collo dell’utero, permettendo una diagnosi precoce e l’identificazione di lesioni che hanno elevata probabilità di evolvere in tumori (lesioni precancerose).
La prevenzione di questo tumore sta cambiando grazie alla diffusione del vaccino contro il Virus del Papilloma Umano (HPV). Recentemente la ricerca scientifica ha dimostrato che le donne vaccinate contro l’HPV prima di aver compiuto 15 anni hanno un rischio molto ridotto di sviluppare prima dei 30 anni lesioni pretumorali del collo dell’utero.
Nelle donne vaccinate contro l’HPV prima di aver compiuto 15 anni non serve iniziare lo screening prima dei 30 anni, o fare il test più spesso, perché potrebbe portare all’identificazione di rare lesioni che, in giovane età, spesso regrediscono spontaneamente e il cui eventuale trattamento potrebbe essere inutile. Per le donne non vaccinate prima dei 15 anni, lo screening comincia a 25 anni. Il metodo con cui si esegue l’esame è lo stesso e consiste in un semplice prelievo di cellule dal collo dell’utero che dura pochi minuti, in genere non doloroso. Il test impiegato cambia a seconda dell’età e dello stato vaccinale della donna.
Il test HPV è un esame di recente introduzione che ricerca l’infezione da Papillomavirus (HPV), mentre il Pap test ricerca le lesioni causate dall’infezione stessa. Il test HPV è più sensibile rispetto al Pap test e, per tale ragione, può essere eseguito ogni 5 anni anziché 3.
Nelle donne più giovani le infezioni da HPV sono molto frequenti e nella gran parte dei casi regrediscono spontaneamente ed il test HPV è raccomandato a partire dai 30 anni.
Il Thin Prep, chiamato anche esame citologico in fase liquida è considerato l’evoluzione del Pap test perché, a differenza del pap test tradizionale, oltre a controllare la presenza di possibili infezioni di tipo micotico, batterico o virale, serve per individuare possibili cellule alterate della cervice uterina .
Un ulteriore vantaggio è poi dato dalla possibilità di associare a questo test la contemporanea ricerca dei genotipi ad alto richio di Papillomavirus (HPV). Con un unico prelievo dunque, eseguito dal medico ginecologo in modo semplice e indolore, si può individuare l’infezione da HPV e le lesioni cellulari dovute alla presenza del virus.